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  • DAMIANO CUNEGO 3° AL GIRO DELL’APPENNINO

    DAMIANO CUNEGO 3° AL GIRO DELL’APPENNINO

    Domenica 26 aprile si è corso il Giro dell’Appennino, una delle gare storiche del patrimonio ciclistico italiano che vanta un albo d’oro in cui troviamo campioni come Coppi, Nencini, Moser, Bugno, fino ad arrivare a Damiano che è riuscito ad aggiudicarsi due volte questa corsa storica. L’edizione di quest’anno è ancora più particolare perché ha voluto omaggiare Alfredo Martini, un uomo che ha dato tantissimo a questo sport, come ciclista (anch’egli vincitore di questa corsa) e come indimenticato commissario tecnico della nazionale. Il via ufficiale è stato dato dal museo dei campionissimi Novi Ligure alle 11.15, il tracciato prevedeva 191 km con ben 7 gpm tra cui spicca il celebre Passo della Bocchetta situato al km 152, salita simbolo della corsa con pendenza media del 9% e massima al 19%, per poi concludere con il passo della Castagnola al km 167 e il passo dei Giovi al km 173 per poi finire con il rettilineo finale a Pontedecimo, poco fuori da Genova.

    La gara è stata caratterizzata dalla solita fuga di giornata, al km 23 si è avvantaggiato un gruppo  composto da Simone Andreetta (Bardiani-CSF), Marco Frapporti (Androni-Sidermec), Angel Madrazo (Caja Rural-RGA), Giorgio Cecchinel (Southeast), Jacopo Mosca (Italia), Alexander Rybakov (RusVelo), Giovanni Pedretti (Unieuro),  Dmitry Sokolov (Lokosphinx) e Stefan Praxmarer (Tirol Cycling Team). Il loro vantaggio massimo è stato di 3’40” e il team Nippo-Vini Fantini si è reso protagonista dell’inseguimento lavorando per tutto il giorno in funzione del capitano. Davanti restano in tre Madrazo, Sokolov e Praxmarer, poco più indietro Andreetta, Frapporti, Cecchinel e Rybakov. Madrazo continua a forzare restando soltanto con Sokolov a ruota. Nel tratto più duro del Passo della Bocchetta la corsa si infiamma grazie all’attacco di Damiano Cunego seguito da Omar Fraile e Andrea Zardini. Il terzetto riesce a riprendere i restanti fuggitivi di giornata e grazie alla continua spinta del capitano del team Nipp-Vini Fantini si sviluppa un’azione che caratterizzerà i 40 km finali della corsa rendendola avvincente. Dietro il terzetto composto da Cunego, Zardini e Fraile si organizza un gruppetto composto da Stefano Pirazzi e Manuel Bongiorno (Bardiani-CSF), Franco Pellizzotti (Androni-Sidermec), Amets Txurruka (Caja Rural-RGA), Frapporti e Madrazo, con Simone Petilli (Unieuro) e Hugh Carty (CajaRural-RGA) a 46’’. In prossimità dello scollinamento Damiano Cunego continua a dare impulso all’azione cercando di fare la differenza, passa per primo sulla Bocchetta, con un tempo di scalata di 22’10’’ (ricordiamo il record appartenente a Simoni di 21’54” e prima ancora quello di Pantani di 21’56”), seguito a ruota da Zardini, Fraile perde terreno passando a 16 secondi. A 58” passano invece Pirazzi, Bongiorno, Pellizzotti, Txurruka e Petilli. Anche in discesa Damiano prova a fare la differenza e alla sua ruota continua a rimanere soltanto Diego Zardini, anche nella salita di Campagnola e sul passo dei Giovi i due mantengono un discreto vantaggio ma quando Zardini viene a sapere che nel gruppo degli inseguitori ci sono due compagni di squadra l’accordo salta e l’azione che fino ad allora aveva acceso la corsa viene neutralizzata a meno di 10 km dal traguardo. Si forma un gruppetto che si giocherà la corsa allo sprint. Gli ultimi km sono caratterizzati da una lunga serie di attacchi sopratutto ad opera di Pirazzi e Zardini, i meno veloci del gruppo. Damiano risponde ad ogni tentativo ma la sua perseveranza e grinta non bastano. Fraile beffa tutti allo sprint e Damiano dovrà accontentarsi di disputare la volata per il terzo posto giungendo a 2 secondi dal vincitore. La prova di Damiano Cunego è stata spettacolare e generosa. Una prova di cuore che ha onorato al massimo questa gara, conclusa con un podio stretto e con la consegna del premio per essere passato per primo sulla salita simbolo, il Passo della Bocchetta, il gpm in cui Damiano è riuscito ad accendere la corsa rendendola memorabile, all’altezza della sua storia e tradizione.

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