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Il Piccolo Principe di Cerro Veronese

Sono trascorsi ormai diversi anni da quando i suoi tifosi, ispirati dalla penna di un giornalista, hanno soprannominato “Piccolo Principe” il loro idolo Damiano Cunego. Era il periodo del debutto tra i pro – dove arriva con titoli di prestigio come quello di Campione del Mondo Juniores – della conquista del Giro d’Italia a soli 22 anni, di quei successi che lo hanno dipinto agli occhi del mondo del ciclismo come l’enfant prodige. Un talento innato, capace di leggendarie imprese, un predestinato ad entrare tra i big della storia di questo sport.

Ora il Piccolo Principe è ormai cresciuto e dal paesino di Cerro Veronese, dove ha mosso i primi passi e le prime pedalate, ne ha fatta di strada. Eppure, quel nomignolo gli si addice ancora, per i suoi modi affabili, la sua educazione, il suo animo gentile. Sposato con Margherita, è affettuoso papà di Ludovica e Christian, sempre appassionato di macchine da rally – come il papà Enzo – e di Jim Morrison, ma soprattutto sempre un campione.

Come lo è diventato, lo scopriamo tornando a quando era bambino e la mamma Anna Maria lo descriveva come una piccola peste, vispo, pieno di energia e difficile da domare. Lo sport come valvola di sfogo, il calcio, poi l’hockey su ghiaccio a dieci anni, ma sempre la mamma che ben lo conosce profetizzava: “Non è tipo da sport di squadra, è un po’ individualista. Si esalta nello sforzo contro se stesso”. Difatti a quindici anni si dedicherà con successo alla corsa campestre, diventando, tra l’altro, due volte campione provinciale e regionale. Di lì a poco, però, è un altro sport “individualista” a far breccia nel cuore di Damiano: il ciclismo.

A quella che sarà la professione della sua vita, rispetto ad altri, giunge quindi tardi, a sedici anni, al secondo anno della categoria allievi. Subito però lascia il segno: alla prima stagione in maglia gialla-blu della Gaiga-Gore Tex vince ben 14 gare giungendo anche al secondo posto nel Campionato Italiano di categoria. Un paio di anni dopo arriva poi la consacrazione del baby prodigio, che incanta tifosi ed appassionati nella sua Verona, in occasione dei Campionati del Mondo del 1999, conquistando il titolo iridato Juniores giungendo tutto solo al traguardo.

Tra gli Under 23 veste la maglia della Zalf-Euromobil-Fior (vincendo tra l’altro la classica Bassano-Montegrappa) e dopo due stagioni, nel 2002 firma il contratto con la Saeco di Claudio Corti per il passaggio al professionismo, scoperto dal talent scout Beppe Martinelli.

Biografia 1I successi della sua carriera da pro’ arrivano subito. Nel primo anno vince due gare open, Giro d’Oro e Giro del Medio Brenta. Sempre due le vittorie nel 2003, ma di altro spessore: una tappa e la classifica finale al QingHai Tour, corsa a tappe cinese. Ha solo 22 anni ma c’è già la conferma che Damiano è uno scalatore di razza con ottime doti di fondo. Il Giro d’Italia disputato nel 2003 gli è servito per capire che cos’è una grande corsa a tappe di tre settimane. Il talentuoso Damiano non ha fretta: si è classificato 34° ma nel giro di due anni punta decisamente al podio.

 

Biografia 2

Non bisogna aspettare due anni perché il 2004 per Damiano è un anno favoloso. E’ subito protagonista in Spagna ad inizio stagione, poi vince il Giro del Trentino con due tappe, il Giro dell’Appennino, il Gp Larciano e soprattutto, vince il Giro d’Italia con 4 vittorie di tappa portando la maglia rosa per molti giorni. La sua avventura al Giro è coronata da tappe memorabili come l’arrivo al Santuario di Montevergine quando sprinta davanti a tutto il gruppo, come la tattica perfetta di Falzes dove insieme ai compagni Andrea Tonti ed Eddy Mazzoleni incendia la corsa sulla penultima salita ed arriva in solitaria strappando la maglia rosa all’ucraino Yaroslav Popovich. Infine la fiammata di Boario dove arriva insieme al compagno Simoni, l’italiano Cioni e al duro Honchar per poi tagliare il traguardo a braccia alzate.

E’ l’anno della definitiva consacrazione, la vittoria al Giro porta una popolarità inimmaginabile al giovane Damiano, assediato dai tifosi che stravedono per lui ed elogiato dal popolo del ciclismo, con gli addetti ai lavori che lo battezzano come l’uomo nuovo di questo sport.

Dopo solo due mesi dal Trionfo di Milano si ripresenta alla due giorni Marchigiana, Trofeo Mengoni e mette tutti in fila (compresi gli azzurri di Ballerini) conquistando l’undicesimo successo stagionale. Partecipa alla Vuelta di Spagna con l’obiettivo di rifinire la preparazione, in vista del Mondiale di Verona dove giunge con il gruppetto dei migliori, dopo aver tentato un attacco sulla salita delle Torricelle. Il finale di stagione gli riserva ancora un momento di gloria: la conquista del Giro di Lombardia davanti all’olandese M. Boogert e Ivan Basso. Con questo risultato scavalca al primo posto Paolo Bettini nella classifica internazionale dell’U.C.I., totalizza 13 vittorie stagionali e diventa il n° 1 del Ciclismo mondiale.

 

Biografia 3La stagione 2005 parte con una nuova divisa, nuovi colori e stessi obiettivi: la formazione nasce per la volontà dei patron Mario Galbusera e Sergio Zappella ovvero dai gruppi Lampre e Saeco divenendo Lampre-Caffitta diretta dalla coppia Giuseppe Saronni e Claudio Corti. La prima parte è incentrata sulle corse minori e sul Giro d’Italia. Damiano inizia vincendo una tappa del Giro di Romandia dove veste per 2 giorni la maglia di leader, perdendola solo nella cronometro finale. La condizione sembra buona, purtroppo però viene colpito dal virus della mononucleosi. Felicità la porta la nascita della figlia Ludovica il 28 luglio. Si riprende nel finale di stagione, dove firma una bella doppietta al Gp. Nobili Rubinetterie ad Arona e al Trofeo Melinda a Fondo, oltre a trionfare davanti a tantissimi tifosi alla Japan Cup.

 

 

 

Nel 2006 la squadra Lampre si rinforza grazie al supporto della nuova partnership con l’azienda bresciana Fondital e all’arrivo di Bruseghin, Tiralongo e Valjavec per creare un gruppo vincente al fianco di Damiano. La prima parte regala molte soddisfazioni alla formazione lombarda con Cunego che coglie una serie di successi come la tappa e la classifica finale della Settimana Ciclistica Coppi-Bartali, tappa e Classifica finale del Giro del Trentino, Gp di Larciano. Alla vigilia della partenza del Giro d’Italia ha già collezionato 5 successi ma non riesce ad allungare la serie nonostante alcune prestazioni interessanti. In classifica generale grazie ad un finale convincente giunge 4° alle spalle del terzetto Basso-Gutierrez-Simoni. Dopo un mese di riposo si ripresenta al via per la prima volta al Tour de France per fare esperienza.

Biografia 5

Dopo una prima settimana nella pancia del gruppo arrivano le salite e arriva Damiano. E’ all’attacco senza fortuna sui Pirenei, sfiora l’impresa sulla mitica salita dell’Alpe d’Huez giungendo secondo, arriva sempre con la maglia gialla nelle altre tappe; a due giorni da Parigi compie un’impresa da ricordare soffiando nell’ultima tappa alpina la maglia bianca di miglior giovane al tedesco Marcus Fothen. La penultima tappa è a cronometro ma, l’azzurro sfodera una prova maiuscola difendendo il simbolo del primato nella particolare classifica riservata agli Under 25 per sfoggiarlo sugli Champs Elysées il giorno successivo.

Ritorna alle gare pochi giorni dopo il Tour mettendosi a disposizione del Team Lampre-Fondital come ad esempio nella classica Giro del Lazio dove con un magistrale gioco di squadra favorisce il compagno Giuliano Figueras a centrare il successo finale per poi doppiare il risultato finale giungendo secondo.

 

Biografia 6

Nel 2007 la stagione parte in Spagna ed in una delle gare più difficili come il Giro dei Paesi Baschi, Damiano è subito protagonista. In classifica giunge al 4° dopo aver ottenuto una grande prestazione nell’ultima prova a cronometro. Il programma verso il Giro 2007 cambia e, di comune accordo con i dirigenti della Lampre-Fondital in particolare Giuseppe Saronni e Giuseppe Martinelli si presenta al via al Trentino. Nelle prime due tappe Cunego regala emozioni a raffica ai tifosi vincendo in volata la prima frazione e in salita la seconda. Le ultime due frazioni controlla la corsa e si aggiudica per la terza volta la classifica finale del Giro del Trentino. La sera stessa parte per la gara più difficile al mondo: la Liegi-Bastogne-Liegi in Belgio. In questa gara dimostra che la gamba è molto buona e infatti si piazza al 7° dopo aver provato in due occasioni ad attaccare negli ultimi chilometri.

Partecipa di nuovo al Giro, provandoci con coraggio e determinazione, cogliendo piazzamenti su piazzamenti e alla fine arriva ad un soffio dal podio (5° nella generale).

Si ripresenta subito alle corse al Tour de Suisse e dimostra nelle tappa più impegnativa di esserci così come al Deuchland Tour dove vince una bella ed importante tappa davanti all’eterno Davide Rebellin.

Si ripresenta subito alle corse al Tour de Suisse e dimostra nelle tappa più impegnativa di esserci così come al Deuchland Tour dove vince una bella ed importante tappa davanti all’eterno Davide Rebellin.

FOTO 19 Cunego_Lombardia07

In agosto vola in Spagna per rifinire la propria condizione alla Vuelta. Durante la 1^ frazione cade rovinosamente ma il coraggio di Damiano riesce a superare l’ennesima difficoltà! Continua la gara fino a quando non è certo di vestire per la seconda volta in carriera la maglia azzurra al prossimo mondiale. A Stoccarda è fondamentale per la vittoria del compagno di squadra Paolo Bettini, infatti va all’attacco più volte costringendo gli avversari di uscire allo scoperto.Dopo i Campionati del Mondo, Damiano è intenzionato a finire la stagione lasciando un segno e non sarà un segno qualunque: prima si impone al Trofeo Beghelli, poi arriva il grande risultato con la vittoria al Giro di Lombardia!

FOTO 33 Cunego_Varese 2008

Il 2008 è un anno particolare perché ci sono le Olimpiadi di Pechino ed il Mondiale, che si corre in casa a Varese e su cui il campione veronese punta la stagione. Nei suoi programmi, niente più Giro, ma Tour. Prima però le classiche di primavera. Il primo suggello dell’anno arriva in Spagna, in una tappa importante della Vuelta Pais Basco davanti a corridori molto titolati come Alberto Contador, Thomas Dekker, e Kim Kirchen. In classifica generale è ai piedi del podio (4° assoluto) ma subito alla Klasika Primavera coglie il secondo successo davanti all’Iberico Valverde. E’ il preludio di una settimana di gloria, con Damiano che di lì a pochi giorni trionferà all’Amstel Gold Race e si piazzerà sul terzo gradino del podio alla Freccia Vallone. Il resto della stagione è condizionato da una brutta caduta al Tour de France, che lo costringe al ritiro e a rinunciare alla successiva partenza per le Olimpiadi. Si rifarà a settembre, con i Mondiali di Varese, dove conquisterà la medaglia d’argento alle spalle di Ballan. Ma non soltanto. Per lui le soddisfazioni non sono finite e chiude la stagione con il terzo sigillo al Giro di Lombardia e il trionfo alla Japan Cup.
Nel 2009 è protagonista alla Vuelta, dove ottiene due belle vittorie nell’ottava e nella quattordicesima tappa. Nella stessa stagione conquista anche la Settimana Internazionale Coppi e Bartali, imponendosi in due frazioni. Da segnalare anche il terzo posto ottenuto alla Flèche Wallonne, il quinto all’Amstel Gold Race ed il settimo alla Liegi. Partecipa senza gloria al Giro d’Italia, dove non riesce ad esprimersi e si sente ben lontano dal vero Cunego.

Superato un opaco 2010, dove non ottiene vittorie, ma solo qualche piazzamento, Damiano si è riscattato nella stagione successiva (2011), iniziando subito a vincere al Giro di Sardegna, proseguendo poi con il Giro dell’Appennino e facendo sua una tappa al Romandia.

Ma l’impresa più bella arriva al Tour de Suisse, dove è leader della classifica generale fino all’ultima tappa, quando per pochi secondi nella crono perde la maglia gialla.

Un secondo posto che comunque soddisfa Cunego, tornato a grandi livelli, come dimostra poi al Tour de France, dove chiude al sesto posto.

Sempre fedele ai colori del Team Lampre, Damiano affronta il 2012 con nuovi stimoli ed ambizioni. Apre la stagione con un podio al Gp Lugano, dove si piazza secondo, la prima vittoria dell’anno arriva invece al Giro del Trentino, dove giunge sempre tra i primi e chiude al secondo posto in classifica generale. Decide di tornare al Giro, dove si mette in evidenza nella tappa dello Stelvio, in cui arriva secondo e termina la Corsa Rosa al sesto posto in classifica generale.

Ed eccoci al 2013, che vede Damiano vestire la maglia della classifica degli scalatori alla Tirreno-Adriatico e trionfare in una tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali, dove finisce secondo in classifica generale. Niente Giro, ma Tour de France nei suoi programmi stagionali, dove spera di regalare grandi gioie ai suoi tifosi, che in tutti questi anni lo hanno sempre sostenuto, nei momenti vincenti ed in quelli più cupi. Perché Damiano è così, ti conquista con la sua semplicità e non si può smettere di volergli bene, restando per tutti, per sempre il Piccolo Principe.